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Convulsioni febbrili: i sintomi e come affrontare il problema

Convulsioni febbrili

Buongiorno a tutte, oggi vorrei parlarvi di “convulsioni febbrili“, ma prima di tutto vorrei condividere con voi ciò che mi è accaduto qualche settimana fa, e che purtroppo ha visto protagonista il mio piccolo Filippo, di 10 mesi. Una sera come tante, quando era quasi ora di dormire, io, lui e la sorellina stavamo giocando sul letto. D’improvviso lui si è irrigidito urlando, ed ha perso i sensi.

In casa si è scatenata la paura, non avevamo la più pallida idea di cosa succedesse, ed è stato inevitabile pensare al peggio. Mentre chiamavo il 118 in preda al panico e seguivo le loro istruzioni aspettando l’ambulanza il bambino si è ripreso, con un pianto lunghissimo. Poi arrivati i volontari del 118 la scoperta: si trattava di convulsioni febbrili. Lui però non aveva febbre prima dell’episodio. In effetti, come potete leggere nell’articolo sotto, la CONVULSIONE FEBBRILE è una manifestazione “benigna”, ma orribile da vedere. Questa si presenta proprio al rialzo o abbassamento brusco della temperatura corporea.

Sono seguiti 5 giorni di ricovero, durante i quali sono stati eseguiti i dovuti controlli per precauzione. Per fortuna tutti con esito positivo. Nella speranza che non serva mai a nessuno, ho deciso di condividere con voi questa esperienza per me spaventosa, e di informarvi su cosa e’ e come si gestisce questo evento. Se avete avuto esperienze del genere potrete condividerle qui sotto nell’area commenti, così da essere di aiuto (almeno moralmente) alle altre mamme! Buona lettura.

Cosa sono le convulsioni febbrili

Quello delle convulsioni febbrili è un problema che può terrorizzare noi mamme e i papà. Si tratta infatti di crisi convulsive che possono verificarsi nei bambini piccoli (dai 6 mesi ai 5 anni di età), e che sono scatenate dalla febbre alta.

Talvolta il bambino potrebbe non avere la febbre nel momento in cui si presenta l’episodio convulsivo, ma potrebbe tuttavia svilupparla qualche ora dopo (normalmente si tratta di febbre con temperatura superiore ai 38°C). Purtroppo talvolta un bambino che ha sofferto di convulsioni febbrili corre un maggior rischio di recidiva.

Fra i bambini a maggior rischio vi sono quelli che hanno avuto il primo episodio convulsivo prima di 18 mesi di età, e quelli che hanno famigliarità per questo tipo di disturbo.

Convulsioni febbrili: i sintomi

I sintomi delle convulsioni febbrili possono essere molto spaventosi per i genitori che non conoscono ancora questo problema, e per il piccolo stesso. Ecco quali sono i sintomi da riconoscere.

  • Febbre superiore ai 38 °C
  • Perdita di conoscenza
  • Movimento di scatto delle braccia e delle gambe
  • Vomitare o perdere schiuma dalla bocca
  • Girare gli occhi all’indietro

Nella maggior parte dei casi le convulsioni febbrili sono di breve durata e non causano danni permanenti al bambino. Tuttavia, durante l’episodio è necessario mettere in pratica delle misure di primo soccorso per evitare che il piccolo possa ferirsi.

Convulsioni febbrili: cosa fare?

Se il bambino manifesta i sintomi delle convulsioni febbrili, sarà importante agire in maniera tempestiva e con quanta più calma possibile. Annotate l’ora di inizio dell’episodio, e se questo dovesse durare più di 5 minuti chiamate un’ambulanza, in modo che il piccolo venga ospedalizzato e riceva un adeguato trattamento.

In attesa che arrivi l’ambulanza, mettete il bambino su una superficie sicura, come il pavimento, per evitare che possa subire delle lesioni traumatiche. Evitate di tenere fermo il bambino durante le convulsioni. Posizionatelo invece di fianco, in modo che non rischi di soffocare. Durante l’attacco non inserite niente nella bocca del bambino, e contattate immediatamente il medico pediatra, soprattutto se è il primo episodio di convulsione febbrile.

Come prevenire le convulsioni febbrili

In linea generale, gli esperti raccomandano che i bambini che hanno sofferto di un episodio di convulsioni febbrili non assumano una terapia anticonvulsivante farmacologica preventiva, poiché i suoi effetti collaterali possono superare di gran lunga gli eventuali benefici. Molti genitori cercano quindi di prevenire il problema affidandosi a dei rimedi più naturali. Grazie a questi rimedi potrebbero infatti ridurre il rischio che il loro bambino possa soffrire di un altro attacco di convulsioni. In tal senso, l’omeopatia può rappresentare un valido alleato per chi desidera proteggere la salute del proprio bambino. Affidatevi a un bravo omeopata, che potrà affiancare la figura del medico pediatra, e che vi aiuterà a stare più tranquilli e a far vivere con più serenità il vostro piccolo.

via | Farmacoecura
Foto da Pixabay

mammaeasy

Ciao sono Alessandra, ho 35 anni ed ho lavorato per 14 anni in profumeria. Ho conosciuto mio marito Mirko ben 19 anni fa; dopo “soli” 11 anni di fidanzamento, nel 2010 ci siamo sposati, e da questo Amore così longevo sono nati due splendidi bimbi: Allegra e Filippo ; inutile dire che sono tutto per noi, la nostra ragione di vita!

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